lunedì 28 gennaio 2019

"U pagghjaru" di contrada Pozzillo a Barrafranca

L'ultimo pagghjaru?



        Un piccolo miracolo vedere giungere fino ai nostri tempi un pagghjaru (capanna) ancora intatto! Probabilmente nel territorio di Barrafranca questo è l'unico ad essere sopravvissuto...

   Siamo di fronte a una struttura ovale, che fungeva da riparo per uomini e animali e che rientra a pieno titolo nell'architettura agropastorale più genuina e atavica della nostra terra. Proprio per questo motivo auspichiamo che si continui a preservarlo: con esso si manterrebbe un pezzo peculiare della nostra identità. Una struttura del genere è caratteristica come i dammusi di Pantelleria e, soprattutto, è un bene costruito con un linguaggio che è sempre stato lo stesso fin dagli uomini primitivi.


       Il pagghjaru si trova in contrada Pozzillo in territorio di Barrafranca  (coordinate 37.370542, 14.172153) nel fondo di proprietà del sig. Faraci Luigi, classe 1935, che lo ha costruito con i suoi familiari nel 1970. All'interno vi è ancora la mangiatoia usata per i muli, validi aiuti per intere settimane senza tornare in paese per i lavori dei campi. Accanto alla porta vi è incisa la data 1975, anno in cui il riparo fu restaurato e rinforzato. La struttura alta 2 metri e mezzo, lunga circa 5 metri e larga 3 metri, in verità, necessitava di restauri annuali o biennali: si doveva rinnovare i cannizzuli  e le frasche, tenuti stretti da delle canne, per rendere impermeabile il tetto. La capanna è rispettosa della natura e del suo ecosistema oltre che economica al massimo; per costruirla non occorreva comprare nulla: i pali erano i fusti delle maggiori infiorescenze delle zammare, agavi, con diametro di base di 20 cm e la base era fatta con pietre locali e gesso. In tempi recenti, il proprietario ha usato del cellophane per rendere il tetto impermeabile.

         Per sopravvivere ancora, si dovrà rifare la struttura e più che denaro occorrerà del tempo... Tempo prezioso che nessuno oggi sembra più avere e neanche senso di reversibilità...





La capanna vista da Google earth (coordinate 37.370542, 14.172153)







L'ingresso con ticchjèna, sedile in pietra






Vista laterale








Le foto di questo blog sono di Angelo Antonio Faraci cui vanno i miei ringraziamenti.

Ringrazio anche Giuseppe e Luigi Faraci, proprietari del riparo, anche per la futura volontà di mantenerlo come viva testimonianza di un passato che ci appartiene.



Autore: Filippo Salvaggio


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