sabato 19 gennaio 2019

La torre di contrada Bessimi, in territorio di Barrafranca


 Fig. 1
La masseria Bessimi: facciata principale



 Fig. 2

La masseria Bessimi: particolare della facciata principale in cui ricade la torre



 Il feudo Torre di Barrafranca è abbastanza vasto e comprende diverse contrade: Urmu Guaddasciu, Scimuni, Marturina, Colastrazzu, Funtanazza, Grotta Cordera ecc… Il nome del feudo ha sempre suggerito la presenza di una torre, ma ad oggi di essa non vi sono tracce.
La ricerca di un’antica torre è sempre in atto ma, nell'adiacente feudo Bessimi, esiste un edificio, un’antica roba che potrebbe darci una risposta concreta: la robba detta, appunto, di contrada Bessimi (vd. fig. 1). Attualmente, grazie all’impegno del proprietario Filippo Giadone, la masseria è stata ristrutturata con contributi europei ed ha come destinazione d’uso quella di “Museo del Contadino”, visitabile da qualsiasi turista lo voglia.
L’antica robba si trova sul versante sud del monte Torre (coordinate 37.381356, 14.250985) ed è a guardia di un paesaggio spettacolare che ricade sulla pianura alluvionale del torrente Brajemi e sui monti dirimpettai che fanno da “fondale”: Navone, Schinoso, Manganello, Alzacuda, Mangone ecc… In tale sfondo, doveva trovarsi l’antico Itinerarium Antonini che passava almeno dal sito di Sofiana. L’indiziabile torre o fano, inglobata nella masseria Bessimi (vd. fig. 2), dominava un’importante porzione di territorio interessata da diversi siti archeologici e da arterie viarie piuttosto frequentate.
Le tracce della torre, avente lato di circa 7-8 m, sono ancora evidenti sulla facciata sud dell’imponente masseria; si tratta di due paraste fatte con grossi conci squadrati e un portale basso e stretto con un unico concio-architrave affiancato da due più piccoli (vd. figg. 3, 4, 5). A Pietraperzia, in contrada Serre, esiste un antichissimo fano che presenta un portale molto simile a quello della masseria Bessimi (vd. fig. 4 a). Grazie alle mappe di Sicilia redatte da Schmettau tra il 1719 e il 1721 e dall'Istituto cartografico reale di Torino nel 1860 sappiamo che essa era denominata "Torre de Tabita" (vd. figg. 4 b e 4 c). 

  Ma torniamo alla masseria di contrada Bessimi. Il parato murario originario del piano terra muta al primo piano: evidentemente in superfetazione. Ai lati della torre o fano, in un’epoca successiva furono addossati altri ambienti per ottenere, appunto, una masseria. Gli altri portali, uguali tra loro, di fatto differiscono da quello preesistente della torre (vd. fig. 6)
Se si osserva dall’alto la masseria (vd. fig. 7), si può notare che le due grandi falde principali dell’edifico sono interrotte, in corrispondenza della torre, da due falde più piccole, che ci suggeriscono un’ipotetica base rettangolare di essa.
Siamo di fronte all’antica torre che diede il nome al monte? Ai posteri l’ardua sentenza.  


 Fig. 3

La masseria Bessimi: facciata principale, particolare della torre




Fig. 4

La masseria Bessimi: facciata principale, particolare frontale della torre


Fig. 4 a
Portale di ingresso al fano di Pietraperzia attualmente denominato "Il telegrafo"


Fig. 4 b
Stralcio della mappa di Sicilia di Schmettau (1719-1721)


Fig. 4 c
Stralcio della "Carta Generale dell'isola di Sicilia compilata sui migliori documenti esistenti" (Torino, 1860). Questa carta fu usata dai garibaldini per compiere l'impresa dei mille



Fig. 5

La masseria Bessimi: facciata principale, particolare della parasta della torre


Fig. 6

La masseria Bessimi: facciata principale, visione laterale dei portali, da cui quello rettangolare della torre è differente


Fig. 7

La masseria Bessimi: vista da Google Earth




Tutte le foto di questo blog sono opera di Angelo Antonio Faraci, che ringrazio per l’apporto anche intellettuale.

Si ringrazia, altresì, il sig. Filippo Giadone per la cortesia e la disponibilità usate nei miei confronti e l'amico Salvatore Palascino, proprietario della torre-fano di Pietraperzia.


Autore: Filippo Salvaggio

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