giovedì 25 dicembre 2025

L'antica e inedita conceria di Piddicarìnu

 

Fig. 1
L'antica conceria barrese vista da sud


Generalmente, le concerie conosciute in Sicilia si trovano nella parte a sud est della Sicilia e sono per lo più in grotta. La conceria barrese (vd. figg. 1 e 2) che con questo lavoro viene per la prima volta riportata alla luce è un vero proprio edificio industrialmente concepito (coordinate geografiche: 37°22'15.2"N 14°11'52.7"E). Si tratta di una proprietà privata sita in contrada Piddicarìnu, via Alessandro Manzoni, che ha tutta l'apparenza di essere cinquecentesca. Il toponimo è significativo: la parola dialettale peddi fa parte della radice semantica. Il luogo con i suoi frammenti ceramici e di pietra lavica era evidentemente abitato ab antiquo, anche perché ricco di sorgenti attualmente ancora attive [1]. L'acqua sgorga abbondante da una sorgente sotterranea (37°22'16.9"N 14°11'55.3"E) e giunge tramite un condotto sia nella conceria sia nella vasca esterna sia negli circostanti e a valle (vd. figg. 3, 4 e 5). Il fatto che la conceria sia stata in uso per tanto tempo lo si intuisce per la presenza di tre contrafforti esterni. Solo qualche tempo fa' è stato aggiunto un piano in superfetazione con un tetto; prima la conceria aveva solo una terrazza usata per far asciugare le pelli.

All'interno si trovano diversi ambienti collegati tra loro tramite archi leggermente ogivali (vd. figg. dalla n. 6 alla n. 11). In particolare, vi sono: all'ingresso, due ambienti che formano come un'unica navata, separati dia un arco e aventi volta a botte; sul lato a sinistra (a nord) vi sono tre ambienti sempre separati con archi a sesto leggermente acuto. Al momento, solo in quello centrale dei tre si possono notare i resti di una vasca coperti da una malta impermeabilizzante (vd. figg. 12 e 13). La maggior parte delle vasche di dimensione di circa un metro per due sono state, purtroppo, distrutte. Tuttavia alcune vasche e fondali di vasche sono ancora esistenti: si dovrebbe scavare per poterle riportate alla luce.

Ma chi erano i conciatori di pelle a Barrafranca? In genere, questo mestiere era molto particolare e occorreva un certo know how: per questo motivo era affidato a intere famiglie probabilmente di origine ebraica. Si può ipotizzare che quando Barrafranca fu fondata all'inizio del Cinquecento da Matteo Barresi, giunsero diverse maestranze ebraiche da Butera, Pietraperzia, Militello in Val di Catania. La presenza degli ebrei nel nuovo paese è ancora da provare [2]: è comunque verosimile che fossero dei conversi. Ad ogni buon conto, al di là di chi fossero i proprietari di questo opificio si può dire che ha una certa rilevanza, in quanto se ne trovano ormai pochi. L'archeologia industriale, dunque, guadagna un monumento degno di essere valorizzato.


 

Fig. 2
L'antica conceria barrese, particolare vista da sud


Fig. 3
Sbocco del condotto dell'antica conceria barrese

Fig. 4
Interno del condotto dell'antica conceria barrese

Fig. 5
Antica vasca esterna alla conceria barrese

Fig. 6
Antica vasca esterna alla conceria barrese: interno visto dall'ingresso


Fig. 7
Antica vasca esterna alla conceria barrese: interno, arco che conduce al primo ambiente a sinistra

Fig. 8
Antica vasca esterna alla conceria barrese: interno, vista dall'interno verso  l'ingresso con arco divisorio

Fig. 9
Antica vasca esterna alla conceria barrese: volta a botte della "navata" principale


Fig. 10
Antica vasca esterna alla conceria barrese: interno, arco che conduce al terzo ambiente a sinistra


Fig. 11
Antica vasca esterna alla conceria barrese: interno, arco e vista del terzo ambiente a sinistra

Fig. 12
Antica vasca esterna alla conceria barrese: interno del secondo ambiente a sinistra con resti di vasca

Fig. 13
Antica vasca esterna alla conceria barrese: particolare dei resti della vasca del secondo ambiente a sinistra





Note

[1] Nelle vicinanze, cioè nel quartiere Canalicchio vecchio, a una probabile distanza di 150 metri o poco più (lavori di attacco di un fognolo), è stato trovato un tesoretto di monete di Diocleziano, Massimiano, Costantino e due denari di Gallieno come si afferma nella rivista "La Trinacria" - Annuario di Sicilia - Guida amministrativa - commerciale - professionale di tutta l'isola, Palermo, F. Pravatà Editore, anno XX Ed. 1927-1928 e in A. Ligotti, Barrafranca, rinvenimenti archeologici nel territorio, Roma, Accademia Nazionale dei Lincei, 1956.
[2] Risulta lodevole la tolleranza religiosa sia di Giovanni Antonio II Barresi sia di suo di Matteo Barresi, che addirittura chiamò a fondare Barrafranca e a sfruttarne le risorse anche dei minatori. Anche questi erano lavoratori specializzati, che sfruttarono le miniere di contrada Mintina e di contrada Galati. Lo storico Salvatore La Monica sottolinea chepadre e figlio portarono avanti una politica di tolleranza verso gli ebrei  sia a Convicino-Barrafranca sia a Pietraperzia sia a Militello. Si veda il saggio di Salvatore La Monica intitolato "I Barresi - Storia di una famiglia della feudalità siciliana tra XI e e XVI secolo", Catania, Editoriale Agorà  2024, pag. 147.




Autore:
Filippo Salvaggio



Ringraziamenti

Ringrazio l'amico Alessandro Lanza (Sandriniddu), per avermi dato la possibilità di visitare e conoscere la conceria; ringrazio anche la famiglia Petrino per la disponibilità e mio fratello Paolo per il dato sul sito del Canalicchio vecchio. 
 

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