Generalmente, le concerie conosciute in Sicilia si trovano nella parte a sud est della Sicilia e sono per lo più in grotta. La conceria barrese (vd. figg. 1 e 2) che con questo lavoro viene per la prima volta riportata alla luce è un vero proprio edificio industrialmente concepito (coordinate geografiche: 37°22'15.2"N 14°11'52.7"E). Si tratta di una proprietà privata sita in contrada Piddicarìnu, via Alessandro Manzoni, che ha tutta l'apparenza di essere cinquecentesca. Il toponimo è significativo: la parola dialettale peddi fa parte della radice semantica. Il luogo con i suoi frammenti ceramici e di pietra lavica era evidentemente abitato ab antiquo, anche perché ricco di sorgenti attualmente ancora attive [1]. L'acqua sgorga abbondante da una sorgente sotterranea (37°22'16.9"N 14°11'55.3"E) e giunge tramite un condotto sia nella conceria sia nella vasca esterna sia negli circostanti e a valle (vd. figg. 3, 4 e 5). Il fatto che la conceria sia stata in uso per tanto tempo lo si intuisce per la presenza di tre contrafforti esterni. Solo qualche tempo fa' è stato aggiunto un piano in superfetazione con un tetto; prima la conceria aveva solo una terrazza usata per far asciugare le pelli.
All'interno si trovano diversi ambienti collegati tra loro tramite archi leggermente ogivali (vd. figg. dalla n. 6 alla n. 11). In particolare, vi sono: all'ingresso, due ambienti che formano come un'unica navata, separati dia un arco e aventi volta a botte; sul lato a sinistra (a nord) vi sono tre ambienti sempre separati con archi a sesto leggermente acuto. Al momento, solo in quello centrale dei tre si possono notare i resti di una vasca coperti da una malta impermeabilizzante (vd. figg. 12 e 13). La maggior parte delle vasche di dimensione di circa un metro per due sono state, purtroppo, distrutte. Tuttavia alcune vasche e fondali di vasche sono ancora esistenti: si dovrebbe scavare per poterle riportate alla luce.
Ma chi erano i conciatori di pelle a Barrafranca? In genere, questo mestiere era molto particolare e occorreva un certo know how: per questo motivo era affidato a intere famiglie probabilmente di origine ebraica. Si può ipotizzare che quando Barrafranca fu fondata all'inizio del Cinquecento da Matteo Barresi, giunsero diverse maestranze ebraiche da Butera, Pietraperzia, Militello in Val di Catania. La presenza degli ebrei nel nuovo paese è ancora da provare [2]: è comunque verosimile che fossero dei conversi. Ad ogni buon conto, al di là di chi fossero i proprietari di questo opificio si può dire che ha una certa rilevanza, in quanto se ne trovano ormai pochi. L'archeologia industriale, dunque, guadagna un monumento degno di essere valorizzato.













Nessun commento:
Posta un commento