venerdì 26 dicembre 2025

Antichi mulini del territorio di Barrafranca

 


Fig. 1
Mulino di Quattr'ova


I mulini del territorio barrese sono stati, ad oggi, quasi ignorati. Gli storici Licata e Orofino fanno la seguente sommaria elencazione: Quattr'ova, Olmo, Stretto, Mulinelli, Polino, Gugliara, Gugliarello [1]. Solo due di questi mulini, Quattr'ova e Stretto, appartengono al territorio di Barrafranca purtroppo piccolo. Entrambi i mulini sono stati catalogati dalla Soprintendenza di Enna in occasione della mostra documentaria intitolata "I mulini ad acqua nell'ennese - L'acqua: miti, riti e feste" [2].

Mulino di Quattr'ova

L'opificio più monumentale è senza dubbio quello di Quattr'ova (coordinate: 37°21'39.4"N 14°14'43.9"E), il quale presenta un canale di adduzione delle acque lungo più di 130 metri con degli imponenti contrafforti. La posizione  è molto azzeccata, in quanto si trova in un'ansa del torrente Brahjemi in contrada Bessimi; lungo lo stesso torrente, a monte, vi sono altri due mulini: quello di Salemi o Scorciavecchja (37°22'13.1"N 14°15'48.3"E Piazza Armerina) e quello più piccolo nei pressi dello stesso (37°22'12.3"N 14°15'39.0"E Piazza Armerina). Ve ne sono altri a valle: quello di Sanchez, quello della Chiola (37°20'02.6"N 14°06'19.5"E, Riesi), quello di contrada Cipolla sottana  (37°20'15.2"N 14°05'46.1"E Pietraperzia) e quello dello Stretto (37°19'59.2"N 14°05'33.6"E Riesi). Sul lato a nord-ovest vi è, addirittura presente una scala per salirvi sopra. Vi è presente, scritta con dei cocci di terracotta a mo' di mosaico, una data: 1818; probabilmente essa si riferisce all'ultima ristrutturazione. Gli attuali proprietari sono i fratelli Lo Monaco. Nel mulino è ambientata la leggenda della Culorvia, mostro metà donna e metà serpente che divorava gli uomini, ingannandoli. Il mulino era in funzione fino agli anni Cinquanta. 

Mulino dello Stretto

Il nome di questo mulino è dovuto al fatto che nelle sue vicinanze vi era un guado del torrente Brahjemi. In corrispondenza delle aperture vi sono degli archi ogivali. Il luogo in cui sorge è suggestivo, a valle della leggendaria "Sedia del principe", in contrada Rocche di San Felice. Forse era di proprietà dei sacerdoti Benedetto e Raffale Vasapolli, in quanto nei pressi vi è un palmento che era loro. 

Mulino di Sanchez

Il nome di questo mulino è probabilmente di origine spagnola e napoletana. Forse a Barrafranca si traferirono dei napoletani che dapprima era fuggiti a Palermo: ci sono alcuni indizi, ma è tutto ancora da studiare [3]. Dal mulino passava un'antica strada che conduceva a Mazzarino. Il monumento si trova in territorio di Mazzarino, prossimo al confine con quello di Barrafranca. Non si hanno tracce di case collegate con il mulino: si trova solo in condotto di acqua e la botte.

Mulino di Pagghjttu

Il nome di questo mulino è dovuto al soprannome del proprietario, probabilmente l'ultimo. Nel volumetto sui mulini ad acqua nell'ennese curato da Lo Pinzino, è contrassegnato come Mulino Tardara (dato che sfrutta le acque del torrente Tardara) ed è inserito nel territorio di Pietraperzia. Molto probabilmente, invece, appartiene al territorio barrese. Nei pressi del mulino vi era un'antica strada lastricata che portava a Pietraperzia, attraverso il guado di Todaru. Il mulino potrebbe essere piuttosto antico: bisogna studiare con attenzione il parato murario. Del resto, nella zona vi è un sito archeologico greco e romano.

Mulino di contrada Moli

Questo mulino ha probabilmente dato il nome alla contrada (coordinate: 37°21'44.4"N 14°10'15.0"E). L'acqua, per lo più piovana, veniva presa dalla Montagna. Prima veniva raccolta in delle piccole vasche dette scifitìddi e poi, quando era abbastanza, si faceva scorrere per far funzionare in mulino; ne ha memoria il signor Salvatore d'Angelo.

Fig. 2
Mulino di Quattr'ova




Fig. 3
Mulino di Quattr'ova
Fig. 4
Mulino di Quattr'ova

Fig. 5
Mulino di Quattr'ova

Fig. 6
Mulino di Quattr'ova

Fig. 7
Mulino dello Stretto

Fig. 8
Mulino dello Stretto

Fig. 9
Mulino dello Stretto

Fig. 9
Mulino dello Stretto

Fig. 10
Mulino dello Stretto

Fig. 11
Mulino dello Stretto

Fig. 12
Mulino dello Stretto


Fig. 13
Mulino dello Stretto

Fig. 14
Mulino di Sanchez

Fig. 15
Mulino di Sanchez

Fig. 16
Mulino di Sanchez

Fig. 17
Mulino di Sanchez

Fig. 18
Mulino di Sanchez

Fig. 19
Mulino di Sanchez

Fig. 20
Mulino di Pagghjttu

Fig. 21
Mulino di Pagghjttu

Fig. 22
Mulino di Pagghjttu


Fig. 23
Mulino di Pagghjttu

Fig. 24
Mulino di Pagghjttu

Fig. 24
Mulino di contrada Moli




Note

[1] Salvatore Licata, Carmelo Orofino, Barrafranca la storia le tradizioni la cultura popolare, pubblicazione indipendente IV ed., 2018,  pag. 218.
[2] La mostra si tenne a Enna dal  3 al 31 maggio 2003; rimane la pubblicazione del seguente opuscolo: Salvatore Lo Pinzino, a cura di, I mulini ad acqua nell'ennese - L'acqua: miti, riti e feste, Soprintendenza per i beni culturali ed ambientali Servizio per i beni storico-artistici ed etnoantropologici , Nicosia, 2003. 
[3] Nel 1799, molti patrioti e intellettuali napoletani fuggirono a Palermo dopo il collasso della Repubblica Partenopea, rifugiandosi presso la corte borbonica in Sicilia, dove la famiglia reale si era già stabilita, per sfuggire alla dura repressione dell'Armata Sanfedista guidata dal Cardinale Ruffo, in un'epoca di forte contrapposizione tra giacobini e realisti.





Autore:
Filippo Salvaggio



Ringraziamenti

Ringrazio l'amico Calogero Lo Monaco e il fratello dott. Giuseppe Lo Monaco, per avermi dato la possibilità di visitare e conoscere la il mulino di Quattr'ova; ringrazio l'amico Gaetano Bonincontro e sua figlia Sofia per avermi accompagnato per la visita del mulino di Pagghjittu (le foto sono sue); ringrazio l'amico Antonio Cucchiara per avermi accompagnato per la visita del mulino dello Stretto; ringrazio i miei figli Arturo e Aurelio e mio nipote Eugenio per avermi accompagnato per la visita del mulino di Sanchez; ringrazio mio padre per avermi dato indicazioni varie; ringrazio l'amico Salvatore D'Angelo per avermi indicato il mulino di contrada Moli.   


  

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