lunedì 1 maggio 2023

Un abitato inedito in contrada Pozzillo a Barrafranca

 


Fig. 1
Muro, probabilmente di difesa, sul cozzo di Manganaro, territorio di Barrafranca. Vista da valle a monte


   Tra il 1999 e il 2000, con il Gruppo Archeologico "Noymna" di Barrafranca si fece un'escursione in contrada Pozzillo - Cozzo di Manganaro, durante la quale furono notate in cima a quest'ultimo delle mura [1] e due strutture, probabili torrette, separate da una breve scalinata. Sulle pendici, in contrada Pozzillo, si notò anche uno spargimento di frammenti di macine di pietra lavica e di frammenti fittili di cui molte tegole e vasellame di varie epoche: arcaica, ellenistica (nera), romana (sigillata) e araba-medievale. Dopo aver considerato che il sito era stato indicato dallo storico Ligotti, nel momento in cui egli si riferiva alle contrade Galati e Caldarella, proseguimmo le nostre escursioni altrove [2]. Ligotti, per di più, aveva citato la presenza di una delle Ible di Sicilia: Ibla Galeota o Galatina, ma non fornendo indicazioni geografiche precise [3]. Ad oggi, tuttavia, dopo diversi sopralluoghi, dopo aver approfondito la lettura delle opere di Ligotti e dopo aver considerato meglio la toponomastica, siamo in grado di poter affermare che il sito è inedito. Si tratta di un abitato che sorgeva ai piedi di Cozzo di Manganaro per un'estensione di più di un chilometro quadrato. Solamente le strutture presenti in cima a Cozzo di Manganaro furono segnalate dallo scrivente allo storico Liborio Centonze, notando che esse formavano una sorta di piramide forse collegata con quella di Cirumbelli [4]. 
    In un ultimo sopralluogo, compiuto in questi giorni, sono state rinvenute delle mura di un'antica struttura, che testimoniano con più precisione la presenza di un abitato e che attendono scavi ufficiali (coordinate: 37°22'24.6"N 14°10'29.3"E). Nei pressi della struttura, attraversata da una trazzera e dunque soggetta a usura, si possono trovare frammenti di età arcaica e ceramica sigillata romana. Il sito, evidentemente abitato anche in epoca romana, del resto, si trova lungo un diverticolo viario del probabile Itinerarium Antonini, tracciato da diversi studiosi tra cui Ligotti e Sfacteria, che giungeva fino alla mansio di contrada Runzi a Pietraperzia [5]. Infine, sarebbe possibile considerare che la necropoli, presente in contrada Canalotto e indagata da Mariana Cravotta, sia da collegare al sito [6].
    Non rimane che attendere le relative azioni di valorizzazione del sito da parte degli Enti preposti.


Fig. 2
Muro, probabilmente di difesa, sul cozzo di Manganaro, territorio di Barrafranca. Vista da monte a valle

Fig. 3 
Probabile torretta posta a sud, sul cozzo di Manganaro, territorio di Barrafranca.


Fig. 4
Probabile torretta posta a nord, sul cozzo di Manganaro, territorio di Barrafranca.

  Fig. 5
Tracce di mura di un'abitazione antica in contrada Pozzillo, territorio di Barrafranca. Vista est - ovest

Fig. 6
Tracce di mura di un'abitazione antica in contrada Pozzillo, territorio di Barrafranca. Vista sud - nord




Note

[1] Le mura sono a secco e hanno doppia faccia vista con riempimento di pietre di dimensione più piccola (a "emplecton").
[2] Ligotti Angelo, Notizie su Convicino (l'Hibla Galatina sicula, la Calloniana romana), detta poi Barrafranca attraverso nuovi documenti (1091-1529), in ASSO, Palermo, 1958, pp. 5-6.
[3] Ligotti Angelo, Barrafranca (Enna) - Rinvenimenti archeologici nel territorio, in Not. Scavi, 1956, pp. 5, 6, 8 dell'estr.
[4] Centonze Liborio, Il lungo viaggio del megalitico dal Mediterraneo alle Canarie, pubblicazione indipendente, s.l., 2019, pp. 317-320. In tale occasione di riscoperta del territorio, sono stati pure attenzionati il mulino che ricade a valle del sito, vicino al torrente Tardara e il pagghjaru, tipica capanna-rifugio dei contadini.
[5] Sfacteria Marco, Un approccio integrato al problema della ricostruzione della viabilità romana in Sicilia - La via Catania-Agrigento, Oxford, BAR International Series 2883, 2018.
[6]  Cravotta Marianna, Ricerche topografiche nel territorio di Barrafranca (Enna), Tesi di Laurea, Università degli Studi di Catania, A.A. 1973-'74, relatrice prof.ssa Sebastiana Lagona, pp. 41-43.




Autore:
Filippo Salvaggio



Ringraziamenti

Ringrazio tutti i soci dell'ex Gruppo Archeologico "Noymna", lo storico Liborio Centonze e, in particolare, mio fratello Paolo.