giovedì 5 ottobre 2023

Le "zigune" o norie dell'entroterra ennese: una prima catalogazione

 

Zìguna contrada Camitrici, Pietraperzia

N. 1

37°25'07.3"N 14°12'35.7"E


N. 2

37°25'07.8"N 14°12'41.4"E


N. 3

37°25'06.5"N 14°12'13.9"E




 Zìguna contrada Tardàra, Barrafranca

N. 4

37°23'15.8"N 14°11'07.2"E



 Zìguna contrada San Salvatore, Barrafranca

N. 5

37°22'08.5"N 14°11'47.3"E

Faceva parte del cosiddetto "orto del Signore", ossia della terra (jardinu) di cui era proprietario il Marchese Matteo III Barresi.

Zìguna contrada Albana, Piazza Armerina

N. 6

37°24'11.3"N 14°12'50.8"E

Faceva parte della terra del Monastero benedettino situato poco più a monte, verso sud.

N. 7

37°23'60.0"N 14°12'44.5"E

Ex proprietà Pirrelli, faceva parte della terra del Monastero benedettino situato poco più a monte, verso nord.

Zìguna contrada Rampante, Piazza Armerina

N. 8


37°24'25.6"N 14°12'58.4"E


Di proprietà del dott. Salvatore Spataro, è stata ben restaurata qualche lustro addietro. Il canale di adduzione e la gebbia (vasca) sono ancora intatte. 

Zìguna via Ferreri Grazia, Barrafranca

N. 9

37°22'36.5"N 14°12'00.7"E

Apparteneva alla famiglia Ferreri, proprietari terrieri.

Zìguna via Po, Barrafranca

N. 10

37°22'32.5"N 14°11'53.7"E

Si trovava nel lembo di terra, ormai antropizzata, compreso tra la via Caltavuturo e la via Po. Tale terra apparteneva al monastero dei Francescani del Musciolino.





lunedì 1 maggio 2023

Un abitato inedito in contrada Pozzillo a Barrafranca

 


Fig. 1
Muro, probabilmente di difesa, sul cozzo di Manganaro, territorio di Barrafranca. Vista da valle a monte


   Tra il 1999 e il 2000, con il Gruppo Archeologico "Noymna" di Barrafranca si fece un'escursione in contrada Pozzillo - Cozzo di Manganaro, durante la quale furono notate in cima a quest'ultimo delle mura [1] e due strutture, probabili torrette, separate da una breve scalinata. Sulle pendici, in contrada Pozzillo, si notò anche uno spargimento di frammenti di macine di pietra lavica e di frammenti fittili di cui molte tegole e vasellame di varie epoche: arcaica, ellenistica (nera), romana (sigillata) e araba-medievale. Dopo aver considerato che il sito era stato indicato dallo storico Ligotti, nel momento in cui egli si riferiva alle contrade Galati e Caldarella, proseguimmo le nostre escursioni altrove [2]. Ligotti, per di più, aveva citato la presenza di una delle Ible di Sicilia: Ibla Galeota o Galatina, ma non fornendo indicazioni geografiche precise [3]. Ad oggi, tuttavia, dopo diversi sopralluoghi, dopo aver approfondito la lettura delle opere di Ligotti e dopo aver considerato meglio la toponomastica, siamo in grado di poter affermare che il sito è inedito. Si tratta di un abitato che sorgeva ai piedi di Cozzo di Manganaro per un'estensione di più di un chilometro quadrato. Solamente le strutture presenti in cima a Cozzo di Manganaro furono segnalate dallo scrivente allo storico Liborio Centonze, notando che esse formavano una sorta di piramide forse collegata con quella di Cirumbelli [4]. 
    In un ultimo sopralluogo, compiuto in questi giorni, sono state rinvenute delle mura di un'antica struttura, che testimoniano con più precisione la presenza di un abitato e che attendono scavi ufficiali (coordinate: 37°22'24.6"N 14°10'29.3"E). Nei pressi della struttura, attraversata da una trazzera e dunque soggetta a usura, si possono trovare frammenti di età arcaica e ceramica sigillata romana. Il sito, evidentemente abitato anche in epoca romana, del resto, si trova lungo un diverticolo viario del probabile Itinerarium Antonini, tracciato da diversi studiosi tra cui Ligotti e Sfacteria, che giungeva fino alla mansio di contrada Runzi a Pietraperzia [5]. Infine, sarebbe possibile considerare che la necropoli, presente in contrada Canalotto e indagata da Mariana Cravotta, sia da collegare al sito [6].
    Non rimane che attendere le relative azioni di valorizzazione del sito da parte degli Enti preposti.


Fig. 2
Muro, probabilmente di difesa, sul cozzo di Manganaro, territorio di Barrafranca. Vista da monte a valle

Fig. 3 
Probabile torretta posta a sud, sul cozzo di Manganaro, territorio di Barrafranca.


Fig. 4
Probabile torretta posta a nord, sul cozzo di Manganaro, territorio di Barrafranca.

  Fig. 5
Tracce di mura di un'abitazione antica in contrada Pozzillo, territorio di Barrafranca. Vista est - ovest

Fig. 6
Tracce di mura di un'abitazione antica in contrada Pozzillo, territorio di Barrafranca. Vista sud - nord




Note

[1] Le mura sono a secco e hanno doppia faccia vista con riempimento di pietre di dimensione più piccola (a "emplecton").
[2] Ligotti Angelo, Notizie su Convicino (l'Hibla Galatina sicula, la Calloniana romana), detta poi Barrafranca attraverso nuovi documenti (1091-1529), in ASSO, Palermo, 1958, pp. 5-6.
[3] Ligotti Angelo, Barrafranca (Enna) - Rinvenimenti archeologici nel territorio, in Not. Scavi, 1956, pp. 5, 6, 8 dell'estr.
[4] Centonze Liborio, Il lungo viaggio del megalitico dal Mediterraneo alle Canarie, pubblicazione indipendente, s.l., 2019, pp. 317-320. In tale occasione di riscoperta del territorio, sono stati pure attenzionati il mulino che ricade a valle del sito, vicino al torrente Tardara e il pagghjaru, tipica capanna-rifugio dei contadini.
[5] Sfacteria Marco, Un approccio integrato al problema della ricostruzione della viabilità romana in Sicilia - La via Catania-Agrigento, Oxford, BAR International Series 2883, 2018.
[6]  Cravotta Marianna, Ricerche topografiche nel territorio di Barrafranca (Enna), Tesi di Laurea, Università degli Studi di Catania, A.A. 1973-'74, relatrice prof.ssa Sebastiana Lagona, pp. 41-43.




Autore:
Filippo Salvaggio



Ringraziamenti

Ringrazio tutti i soci dell'ex Gruppo Archeologico "Noymna", lo storico Liborio Centonze e, in particolare, mio fratello Paolo.